Video game therapy, innovazione per il benessere degli anziani
Non solo un divertimento, non solo per ragazzini: i videogame possono diventare un innovativo strumento per migliorare il benessere degli anziani. Negli ultimi anni si è affermata l’importanza del gioco terapeutico anche in contesti dedicati alla terza età e oggi la Video Game Therapy® (VGT), ideata dallo psicologo Francesco Bocci, sfrutta il potenziale dei videogiochi per stimolare le capacità cognitive, motorie ed emotive degli anziani, migliorando la loro qualità di vita.
Sono diversi gli obiettivi a cui punta la terapia dei videogiochi, dal miglioramento delle capacità cognitive (memoria, problem solving) e quello delle capacità motorie, grazie a gameplay interattivi. Il tutto coinvolgendo le persone in un ambiente positivo, divertente e stimolante.
Al tema è stato di recente dedicato un convegno organizzato a Brescia da H+Valore alla sanità, con l’intervento dell’ideatore dello strumento, Francesco Bocci, e della psicologa Elena del Fante, che lavora come ricercatrice nel comitato scientifico di VGT.
L’avvio del percorso di Video Game Therapy comincia con un colloquio con la direzione della struttura durante il quale viene presentato il progetto e vengono valutate valutare le risorse disponibili. Si procede quindi alla scelta dei videogiochi da proporre, selezionati in modo che possano essere coinvolgenti ma accessibili, privilegiando quelli che evocano ricordi positivi o richiedono movimenti semplici.
Ogni sessione di VGT è divisa in tre fasi: una immersiva che favorisce lo stato di flow (benessere ed equilibrio) con un giro di gioco da parte di tutti, una dialogica per stimolare la riflessione sulle proprie emozioni e abilità, una di debriefing, con discussioni di gruppo perché gli apprendimenti vengano consolidati.
Per la Video Game Therapy vengono utilizzate due categorie principali di giochi: quelli narrativi (visual novel) grazie ai quali i partecipanti devono prendere decisioni e possono vivere esperienze immersive, quelli di allenamento delle abilità (soft skills) che migliorano memoria, capacità motorie e risoluzione di problemi.
I risultati che si ottengono sono molteplici, come ha spiegato Francesco Bocci: le sessioni di gioco terapeutico favoriscono il rilassamento, l’interazione sociale e il recupero di ricordi positivi, contribuendo al benessere psicofisico degli anziani. Il monitoraggio dei progressi permette inoltre di adattare gli interventi alle esigenze individuali. In futuro, l’integrazione di nuove tecnologie potrà rendere questa pratica ancora più efficace, aprendo nuove prospettive per il supporto agli anziani attraverso il gioco digitale.

