Alzheimer: ora si sa perché un sonno cattivo lo favorisce

Che fra la malattia di Alzheimer e un riposo notturno poco soddisfacente vi fosse un legame è noto da tempo. I ricercatori dell’Università di Torino e dell’Ospedale Le Molinette Città della Salute del capoluogo piemontese non solo hanno rilevato che tale collegamento è diretto, ma hanno anche individuato il meccanismo che ne è alla base. Da uno studio sui topi sembra che, se si è geneticamente predisposti, bastino brevi risvegli nel corso della notte che non modificano la durata globale del riposo per favorire la compromissione delle funzioni cognitive. In particolare, un sonno con tali caratteristiche pregiudica l’efficienza del sistema glinfatico, aumentando la possibilità di depositi della proteina beta-amiloide nel cervello, da cui ha origine la malattia di Alzheimer (foto www.pixabay.com)

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