Materiali tessili: non solo effetto barriera

di Roberto De Filippis

Per proteggere ospiti e personale dal Covid-19, ancora più che in passato oggi per una Rsa è fondamentale essere in possesso di dispositivi realizzati in materiali che rappresentino un’efficace scudo nei confronti di virus e batteri. In quest’ottica, alcuni tessuti sono particolarmente indicati. L’effetto barriera non è però l’unica arma a disposizione per preservare la salute di chi vive e di chi lavora in queste strutture. I rischi di contagio diminuiscono infatti quante meno interazioni si verificano tra operatori e anziani. Sotto questo aspetto, i materiali tessili possono migliorare la qualità di vita degli ospiti, facendo sì che si rivolgano con minore frequenza al personale (vedi box).

Sicurezza e comodità

Un dispositivo fondamentale di cui il personale delle Rsa deve essere dotato per svolgere in sicurezza le proprie mansioni sono i camici. Tali capi di abbigliamento possono essere monouso o realizzati in materiali tali che ne rendano possibile la sanificazione. In genere, i modelli monouso sono in non tessuto, mentre gli altri, più resistenti all’usura, sono in tessuti veri e propri. I camici possono inoltre essere dotati di altre funzionalità. Una delle caratteristiche che più frequentemente viene richiesta ai camici è quella di essere antibatterici: batteriostatici, quando è necessario evitare la proliferazione dei batteri naturalmente presenti sulla pelle, o battericidi, quando è necessario eliminare la presenza di tutti i batteri, per evitare la contaminazione fra degenti. Inoltre, in taluni casi si richiede ai camici di essere antistatici, in particolare per le attività in prossimità di apparecchiature elettroniche, che le cariche elettriche che si possono accumulare sui camici potrebbero danneggiare. Altre funzionalità spesso richieste sono la protezione da campi magnetici nell’utilizzo di particolari strumentazioni e la caratteristica di ininfiammabilità.

“Tuttavia un camice, pur dotato di queste caratteristiche, affinché sia indossato volentieri dall’operatore, è importante che sia anche confortevole, e in tal senso dovrebbe essere traspirante e, quando è il caso, anche termoregolante”, osserva Aldo Tempesti, responsabile dell’Area Ricerca e Innovazione di Sistema Moda Italia e della sezione Tessili Tecnici TexClubTec. Specifici materiali tessili assicurano tutte queste proprietà. Esse possono essere intrinseche alla fibra stessa (e in tal caso rimangono permanenti per tutta la vita del capo) oppure ottenute per trattamento; in quest’ultimo caso, sono assicurate solo per un certo numero di lavaggi.

Monouso? Sì, ma…

Altro strumento che riduce il rischio di contagio tra ospite e personale è la mascherina. Di tale articolo esistono vari modelli. I più efficaci, che costituiscono dei veri e propri dispositivi di protezione individuale (Dpi), sono senza dubbio quelli con una capacità filtrante superiore al 95%, le cui performance devono rispettare i rigorosi standard europei, realizzati in non tessuti con valvole per la respirazione. Per quel che concerne i guanti, inoltre, quelli in lattice, oltre a essere pratici assicurano un efficace “effetto barriera”, mentre quelli in tessuto, talvolta realizzati con materiali specifici, sono indicati per altri usi (protezione dal taglio, per maneggiare oggetti molto caldi o molto freddi, per una presa più sicura nel caso di oggetti scivolosi eccetera).

Sebbene anche in ambito sanitario i prodotti monouso siano funzionali perché non necessitano di manutenzione, va comunque considerato che tali prodotti hanno un impatto elevato sull’ambiente. “Compatibilmente alle esigenze mediche e di sicurezza, anche in questo settore andrebbe valutato l’impatto ambientale dei materiali che si scelgono. In tal senso, i tessuti, che possono essere sanificati abbastanza agevolmente, rappresentano un’ottima soluzione”, osserva Tempesti.

Monitoraggio a distanza

I materiali tessili sono il substrato ideale per le nuove tecnologie. La ricerca è molto attiva sulla messa a punto di capi d’abbigliamento, soprattutto underwear, in tessuti intelligenti (smart textile) in grado, per esempio, di monitorare la temperatura, la pressione, la postura e altri parametri della persona, trasmettendoli a distanza a un operatore, un infermiere o un medico. “Così, il paziente è sempre monitorato e si riduce il numero di contatti con gli operatori, proteggendo la salute di entrambi”, sottolinea Tempesti.

Abbigliamento ad hoc

Per evitare che gli ospiti chiamino gli operatori anche per questioni non serie, ma che comunque pregiudicano la loro qualità di vita, è importante, per esempio, che non sudino o non abbiano freddo. In quest’ottica, un abbigliamento più confortevole con tessuti traspiranti, termoregolanti e antibatterici rappresenta un’ottima soluzione. Lo stesso vale anche per il letto: materassi, lenzuola e coperte dovrebbero essere realizzati in materiali con queste caratteristiche, oltre che ignifughi.

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