Politiche in favore degli anziani: la posizione di Anaste

Le Legge delega “Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane” è stata accolta con più di una perplessità da chi opera nelle RSA. Numerose sono state le osservazioni di Anaste. Eccone alcune delle più interessanti.

  1. Nella valutazione della condizione di non autosufficienza la sfera sanitaria ha un peso marginale. Anaste propone di definire tale condizione in base ai criteri usati dalle commissioni medico-legali dell’Inps, uniformando così il contesto operativo.
  2. A occuparsi della programmazione e della gestione della funzione sociosanitaria sono le ATS e i PUA (Punti Unici di Accesso), con questi ultimi che hanno le sedi operative in altre articolazioni territoriali (Case di Comunità) del SSN (Servizio Sanitario Nazionale). Anaste suggerisce di istituire un PUA composto da personale sia dell’ATS sia del SSN per le prestazioni sociosanitarie domiciliari.
  3. Riguardo alle nuove forme delle domiciliarità solidale e della residenzialità proposte, Anaste sottolinea che tali soluzioni non soddisfano le esigenze di cura e di assistenza degli anziani che oggi sono presi in carico dai servizi domiciliari e/o residenziali e che le RSA devono essere strutture con requisiti di tipo sanitario, non di tipo familiare.

Infine, Anaste propone di rinforzare le agevolazioni fiscali anche per le famiglie con un proprio caro in RSA, riconoscendo loro di portare in detrazione fiscale il 60% dell’importo della retta pagata solo con bonifico bancario. (foto www.pixabay.com)

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